Bees for Biodiversity

BEES FOR BIODIVERSITY

Biodiversità: valore irrinunciabile per l’agricoltura sostenibile

 

La diversità biologica è una delle risorse fondamentali per l’uomo, come le risorse idriche e quelle energetiche. Il mantenimento di un’elevata biodiversità nell’ambiente deve, quindi, rappresentare un obiettivo irrinunciabile per le attività produttive, soprattutto nel settore primario.
Agenda 21 (obiettivi 4 e 5) indica il percorso per la salvezza del pianeta: gestione delle risorse idriche e delle fonti energetiche,  protezione degli ecosistemi marini e delle foreste, lotta contro la desertificazione e conservazione della biodiversità.

Regione Veneto FSE 2014_2020

Il Progetto

Il progetto Bees for Biodiversity, FSE di tipo C, transregionale, vuole inserire nell’ambito della “Smart specialization strategy” della Regione Veneto (RIS3), – Smart Agrifood, driver di innovazione nell’ambito della sostenibilità ambientale, con traiettorie di sviluppo che contemplano tutti e cinque i punti della strategia:

  • Nutrizione, salute e sicurezza alimentare;
  • Agroalimentare sostenibile;
  • Gestione intelligente delle risorse naturali ed energetiche;
  • Processi di trasformazione innovativi e sostenibili;
  • Tracciabilità e tutela delle filiere.

 

Il progetto Bees for Biodiversity è sviluppato da WBA onlus in sinergia con BIOAPI e il gruppo FEM-CTT (Unità operativa Protezione delle piante e biodiversità agroforestale, gruppo apicoltura della Fondazione Edmunch Much).

Nell’ambito del Progetto, WBA Project ha pubblicato “L’apicoltore consapevole”, un manuale sull’apicoltura naturale con arnie top bar, scritto dall’apicoltrice statunitense Christy Hemenway. Questa guida affronta l’argomento in modo ampio e approfondito e rappresenta un punto di partenza fondamentale per coloro che intendono dedicarsi all’apicoltura, anche senza avere esperienza o cognizioni di come allevare le api, di come allestire e controllare le arnie top bar, di quali terribili conseguenze possono derivare da un’infezione dovuta all’acaro parassita Varroa destructor, o altre malattie e parassiti delle api e molti altri argomenti.

Finalità

Tra gli obiettivi del progetto c’è la diffusione dell’allevamento delle api mellifere e quello di dare un contributo attivo alla diffusione dell’allevamento delle stesse, divulgando la tipologia di “apicoltura familiare”: basso impiego di tecnologia e attrezzatura, ed elevata efficienza nel controllo di malattie e parassiti per mezzo di tecniche biologiche.

 

Gli obiettivi scientifici e tecnologici del progetto vogliono evidenziare la possibilità dell’utilizzo dell’apicoltura naturale mediante “arnie top bar”, quale strumento di aggregazione culturale e colturale, nonché come strumento di valutazione delle qualità ambientali, attraverso l’analisi degli inquinanti partendo dalle api e dai prodotti dell’alveare.

 

La diffusione dell’allevamento familiare delle api può avvantaggiare l’apicoltura professionale, aumentando a livello sociale la conoscenza e l’apprezzamento verso le api e chi se ne occupa, e soprattutto rendendo più tangibili gli aspetti critici per la sopravvivenza delle api.

Il senso di un’apicoltura familiare

L’apicoltura familiare, basata su princìpi di naturale riproduzione e selezione delle api regine, favorisce infatti il mantenimento o la ricostituzione di una elevata diversità genetica (di tipo ecotipico) nell’ape mellifera.

 

L’apicoltura familiare, detta anche backyard beekeeping, non deve e non può essere alternativa o concorrenziale all’attività degli apicoltori perché è votata principalmente al mantenimento ed alla diffusione delle api mellifere, insetti sociali, che vivono in colonie permanenti (superorganismi) composte da diverse decine di migliaia di individui che si cibano prevalentemente di nettare e polline, sulla scia di un fenomeno di coevoluzione con le piante fanerogame.

 

Questi aspetti fanno sì che le api mellifere, molto più degli altri insetti impollinatori, siano organismi chiave per la conservazione della biodiversità vegetale e quindi per il mantenimento dei diversi ecosistemi.

Apicoltori: depositari di conoscenze millenarie

Principali attori di queste azioni devono essere proprio gli apicoltori, depositari di conoscenze millenarie e sempre pronti a nuove sfide tecniche ed intellettuali. Non è da sottovalutare inoltre l’opportunità che un’apicoltura con “Arnie Top Bar” può offrire ad aziende apistiche convenzionali. Questo sistema di allevamento ed il particolare approccio, possono aiutare ogni apicoltore a meglio conoscere l’intima biologia dell’ape mellifera, le sue potenzialità ed i suoi punti deboli, conoscenze che poi possono essere trasferite all’apicoltura con arnie standard.

Alveari urbani, in orti e giardini

La necessità di garantire una gestione assolutamente accurata da un punto di vista sanitario dei piccoli apiari familiari, rende necessaria un’azione coordinata e ragionata per fornire indicazioni e strumenti chiari ed accessibili a tutti. In questa ottica deve essere inserita anche l’apicoltura urbana e soprattutto paesana, che potrebbero trovare una loro importante qualificazione e valorizzazione.

Il progetto vuole, infatti, incentivare la presenza di alveari soprattutto in orti e giardini, nel concetto appunto di backyard beekeeping.

L’allevamento di api e la didattica

Il miele prodotto con queste arnie, ottenuto per spremitura e non per centrifugazione, può costituire un ulteriore prodotto con cui differenziare l’offerta ai propri clienti. Da un punto di vista didattico le arnie top bar sono perfette, sia perché permettono di mostrare più realisticamente la biologia dell’ape mellifera ma anche perché le api allevate manifestano una grandissima docilità.

Le arnie top bar come capannine per il biomonitoraggio degli inquinanti

Negli ultimi decenni la qualità della vita e alla percezione che si ha di questa in un territorio è diventata una priorità a livello globale. Uno degli aspetti significativi è la condizione ambientale, da cui ne deriva una serie di considerazioni e azioni che ne regolano la tutela. Al fine di tutelare l’ambiente occorre misurarne il suo stato, tramite monitoraggi che determinano il grado di salubrità.

Perché con le api?

Negli ultimi anni il monitoraggio con le api ha assunto grande rilevanza per le caratteristiche di semplicità gestionale e per la maggiore efficacia di rilevazione rispetto ad altre metodologie. Le api, infatti, sono in grado di svelare la salute dell’ambiente per un raggio di azione fino a oltre 3 Km dall’ubicazione delle stazioni di rilevamento.

 

Le api sono degli ottimi indicatori biologici, in grado di monitorare la qualità dell’ambiente in cui vivono, attraverso questi segnali:

  • mortalità,
  • residui riscontrati nei corpi
  • residui riscontrati nei prodotti dell’alveare

 

Molte caratteristiche fanno dell’ape un buon rivelatore ecologico:

  • è facile da allevare;
  • è un organismo che si adatta a qualsiasi ambiente;
  • ha il corpo coperto di peli che la rendono particolarmente adatto ad intercettare materiali e sostanze con cui entra in contatto;
  • è altamente sensibile alla maggior parte dei prodotti antiparassitari e insetticidi.

 

L’alto tasso di riproduzione e la durata della vita media relativamente corta dell’ape (circa 40 giorni come insetto adulto nel periodo estivo), induce ad una veloce e continua rigenerazione nell’alveare, ha un’alta mobilità e un ampio raggio di volo che permette di controllare una vasta zona, effettua numerosissimi prelievi giornalieri (fino a 10.000.000 per alveare) perlustra tutti i settori ambientali (terreno, vegetazione, acqua, aria), ha la capacità di riportare in alveare materiali esterni di varia natura (nettare, polline, propoli e acqua) e di immagazzinarli secondo criteri controllabili.

Tutte le informazioni ottenute, i dati puntuali delle analisi di laboratorio eseguite da enti accreditati, quali CRE-API e Fondazione Edmunch Much di San Michele all’Adige (TN), nonché la valutazione degli interventi di valutazione ambientale, tramite analisi della colonizzazione selettiva da parte degli insetti apoidei negli “Insecten Hotel” utilizzati nel progetto, permetteranno di creare una rete di monitoraggio permanente.

 

Si prevede, quindi, di creare una sinergia tra gli enti di ricerca e le istituzioni pubbliche deputare alla salute collettiva e alla gestione dell’agricoltura, nel Triveneto, in modo da armonizzare gli interventi applicativi e gestionali. I dati raccolti, elaborati e resi disponibili tramite comunicazione mirata ma pubblica con le nuove metodiche comunicative grazie alla rete web, potranno fornire il valore aggiunto al comparto apicolo Triveneto, dando da un alto integrazione al reddito delle singole aziende e dall’altro, fornendo linee guida e l’instaurarsi di tavoli di lavoro permanenti interregionali con rappresentanti di Apicoltori, Università, Enti di governo, Associazioni di categoria, Grande distribuzione ed esponenti delle Comunità di cittadini.

 

Nello specifico, le conoscenze e le competenze che la ricerca intende sviluppare si possono riassumere sinteticamente nelle due figure di assegnisti che saranno formati:
– un tecnologo esperto di valutazioni ambientali mediante analisi degli inquinanti e delle valutazioni ecologiche date dalle stime della fisiologia
adattativa delle popolazioni animali (api ed apoidei);
– un tecnologo esperto in indicizzazione e valorizzazione web, mobile e smart dei contenuti della ricerca.

Coordinatori

FEM-CTT (Unità operativa Protezione delle piante e biodiversità agroforestale, gruppo apicoltura)

WBA onlus, WBA project

Bioapi – Centro Culturale di Apicoltura – Biologica e Naturale

Il progetto è supportato da GIORDAN s.as.