Api per la biodiversità

PROGETTO: diffondere l’allevamento delle api mellifere.
Diamo un contributo attivo alla diffusione dell’allevamento delle api mellifere divulgando la tipologia di “apicoltura familiare”: basso impiego di tecnologia e attrezzatura, ed elevata efficienza nel controllo di malattie e parassiti per mezzo di tecniche biologiche.

Il senso di un’apicoltura familiare

L’apicoltura familiare, detta anche backyard beekeeping, non deve e non può essere alternativa o concorrenziale all’attività degli apicoltori perché è votata principalmente al mantenimento ed alla diffusione delle api mellifere, insetti sociali, che vivono in colonie permanenti (superorganismi) composte da diverse decine di migliaia di individui che si cibano prevalentemente di nettare e polline, sulla scia di un fenomeno di coevoluzione con le piante fanerogame. Questi aspetti fanno sì che le api mellifere, molto più degli altri insetti impollinatori, siano organismi chiave per la conservazione della biodiversità vegetale e quindi per il mantenimento dei diversi ecosistemi.

La scelta di una apicoltura con arnie top bar peraltro non vuole essere una critica all’apicoltura razionale o una proposta alternativa in grado di risolvere tutti i problemi dell’apicoltura.

Semmai la diffusione dell’allevamento familiare delle api può avvantaggiare l’apicoltura professionale, aumentando a livello sociale la conoscenza e l’apprezzamento verso le api e chi se ne occupa, e soprattutto rendendo molto più tangibili gli aspetti critici per la sopravvivenza delle api e quindi dell’apicoltura. L’apicoltura familiare, basata su principi di naturale riproduzione e selezione delle api regine, favorisce infatti il mantenimento o la ricostituzione di una elevata diversità genetica (di tipo ecotipico) nell’ape mellifera.

Alveari urbani, in orti e giardini

La necessità tuttavia di garantire una gestione assolutamente accurata da un punto di vista sanitario dei piccoli apiari familiari, rende necessaria una azione coordinata e ragionata per fornire indicazioni e strumenti chiari ed accessibili a tutti. In questa ottica deve essere inserita anche l’apicoltura urbana e soprattutto paesana, che potrebbero trovare una loro importante qualificazione e valorizzazione. Il progetto vuole, infatti, incentivare la presenza di alveari soprattutto in orti e giardini, nel concetto appunto di backyard beekeeping.

Apicoltori: depositari di conoscenze millenarie

Prima di diffondere tale opportunità, abbiamo deciso di condurre una sorta di sperimentazione collettiva e coordinata. Principali attori di questa prima azione devono essere proprio gli apicoltori, depositari di conoscenze millenarie e sempre pronti a nuove sfide tecniche ed intellettuali. Non è da sottovalutare inoltre l’opportunità che una apicoltura con arnie top bar può offrire ad aziende apistiche convenzionali.
Questo sistema di allevamento ed il particolare approccio, possono aiutare ogni apicoltore a meglio conoscere l’intima biologia dell’ape mellifera, le sue potenzialità ed i suoi punti deboli, conoscenze che poi possono essere trasferite all’apicoltura con arnie standard.

L’allevamento di api e la didattica

Il miele prodotto con queste arnie, ottenuto per spremitura e non per centrifugazione, potrebbe costituire un ulteriore prodotto con cui differenziare l’offerta ai propri clienti. Senza contare che da un punto di vista didattico le arnie top bar sono perfette, sia perché permettono di mostrare più realisticamente la biologia dell’ape mellifera ma anche perché le api allevate manifestano una grandissima docilità.

Nell’ambito del Progetto, WBA Project ha pubblicato “L’apicoltore consapevole”, un manuale sull’apicoltura naturale con arnie top bar, scritto dall’apicoltrice statunitense Christy Hemenway. Questa guida affronta l’argomento in modo ampio e approfondito e rappresenta un punto di partenza fondamentale per coloro che intendono dedicarsi all’apicoltura, anche senza avere esperienza o cognizioni di come allevare le api, di come allestire e controllare le arnie top bar, di quali terribili conseguenze possono derivare da un’infezione dovuta all’acaro parassita Varroa destructor, o altre malattie e parassiti delle api e molti altri argomenti.

Coordinatori

FEM-CTT (Unità operativa Protezione delle piante e biodiversità agroforestale, gruppo apicoltura)

WBA onlus, WBA project

Bioapi– Centro Culturale di Apicoltura – Biologica e Naturale

Il progetto è supportato da GIORDAN s.as.

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