Progetto Elba Sotterranea

Progetto Elba Sotterranea

Nel mese di Febbraio 2026 si è concluso il progetto “Elba Sotterranea”: un intero anno solare dedicato ad esplorare il mondo nascosto sotto l’Isola d’Elba con spedizioni, trappole posizionate con cura, campionamenti diretti e analisi in laboratorio per svelare la biodiversità ipogea che nessuno (o quasi) aveva mai studiato a fondo.

Grotte naturali, antiche miniere dimenticate, MSS (l’ambiente sotterraneo superficiale)… in questi habitat bui e umidi vivono creature incredibili: artropodi adattati al buio eterno, specie primitive, piccoli tesori evolutivi che raccontano storie antichissime.

L’Università di Torino (con il Prof. Marco Isaia), in collaborazione con WBA, NatLab e con il sostegno del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, ha raccolto dati preziosi per la tutela di questi fragili ecosistemi.

Fino ad oggi, non esisteva un’indagine complessiva sulla biodiversità sotterranea dell’isola, né tantomeno studi mirati sul cosiddetto MSS (Milieu Souterrain Superficiel), ovvero l’ambiente sotterraneo superficiale, né sulle cavità artificiali come miniere e tunnel. L’obiettivo del progetto è dunque quello di fornire un quadro preliminare della composizione faunistica ipogea dell’Elba, studiando le tre principali tipologie di habitat sotterranei: grotte naturali, cavità artificiali e MSS.

Si apre ora la fase di approfondimento scientifico e di successiva divulgazione dei risultati. Tutto il materiale raccolto sarà analizzato nei laboratori dell’Università di Torino e presso il Nat-Lab, dove verrà identificato da specialisti in diversi gruppi tassonomici, tra cui ragni, pseudoscorpioni, coleotteri e ortotteri. I risultati della ricerca verranno poi utilizzati per future attività di divulgazione scientifica e conservazione, contribuendo a una maggiore tutela degli ecosistemi sotterranei dell’Elba.

I ricercatori concludono: «Questo progetto rappresenta un’opportunità unica per far luce su una biodiversità ancora sconosciuta e per rafforzare la consapevolezza sull’importanza della conservazione degli habitat ipogei, veri scrigni di vita nascosta».