27 Ott Api selvatiche in pericolo
Il 12 ottobre 2025 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha presentato la nuova lista rossa delle api europee aggiornando quella già pubblicata nel 2014.
Le Liste Rosse IUCN delle Specie Minacciate sono una risorsa inestimabile per orientare le azioni di conservazione e le decisioni politiche. Di particolare interesse è l’aggiornamento relativo allo stato di conservazione assegnato alle popolazioni selvatiche dell’ape mellifera occidentale (Apis mellifera Linnaeus, 1758) nell’Unione Europa. Nel 2014 l’ape mellifera era stata classificata come “Data Deficient” cioè una categoria con cui vengono classificate le specie per cui non ci sono dati sufficienti per ottenere una valutazione adeguata.
A realizzare la nuova valutazione dell’ape mellifera è stato un team di 14 scienziati ed esperti di diverse nazioni europee coordinati dal gruppo internazionale Honey Bee Watch. Ad oggi, questa è la più accurata valutazione a chiarire lo stato delle api mellifere occidentali selvatiche.
Le continue recenti segnalazioni di colonie di api mellifere allo stato selvaggio che giungevano ai ricercatori di tutta Europa e, soprattutto, la assoluta mancanza di dati scientifici in merito, hanno portato diversi ricercatori a iniziare tutta una serie di studi sulla presenza, distribuzione e sopravvivenza delle colonie che vivono libere, ovvero quelle che scelgono autonomamente il proprio sito di nidificazione e che vivono senza alcun intervento umano. Tali colonie sono state rinvenute in tutta l’Irlanda, nei parchi nazionali francesi, nelle foreste di Germania e Polonia, in tutta Italia, nella capitale Belgrado in Serbia e un po’ ovunque, nelle cavità degli alberi, nei comignoli e nei soffitti, nelle murature in pietra di abitazioni, palazzi e castelli ma anche all’interno di statue e persino nelle cassette della posta o in cabine elettriche.

I risultati di questa ricerca hanno dimostrato che, nonostante l’errata convinzione comune che l’ape mellifera occidentale sia solamente una specie gestita o domestica, le popolazioni selvatiche di questo importante impollinatore rimangono parte integrante della biodiversità autoctona europea, insieme alle altre circa 2000 specie di api europee. Sulla base di questi recenti studi le popolazioni selvatiche di Apis mellifera sono state classificate come “in pericolo” (Endangered) nei 27 paesi dell’Unione Europea. Questa nuova classificazione rappresenta un primo e fondamentale passo per potenziare le ricerche future e, soprattutto, per spingere l’Unione Europea a mettere in atto misure di conservazione per le popolazioni di api mellifera selvatiche in Europa.
A livello pan-europeo, una scala geografica più ampia di quella che coinvolge i paesi UE, viene invece mantenuto lo status di Data Deficient, dovuta alla carenza di dati sui tassi di sopravvivenza delle colonie libere all’interno di questa regione più estesa.
Al gruppo di studiosi riuniti per rivalutare lo stato di conservazione delle popolazioni selvatiche dell’ape mellifera in Europa hanno partecipato ben tre italiani. Oltre a ciò, il ruolo dell’Italia è stato fondamentale nel percorso che ha portato a questa rivalutazione; in via preliminare per stimolare un dibattito sul ruolo ambientale di questa specie e poi, in corso d’opera, per la capacità di fornire un numero elevato di dati concreti sulla presenza e diffusione delle colonie che vivono libere allo stato selvatico.
Anche World Biodiversity Association ha fatto la sua parte in questo processo attraverso la Carta di San Michele all’Adige, un documento redatto collegialmente nel 2018 dai maggiori studiosi di api in Italia, in cui veniva efficacemente sottolineato come tra le gravi minacce alla conservazione dell’ape mellifera, e soprattutto delle sue popolazioni autoctone, vi era anche la gravissima contrazione delle popolazioni di colonie selvagge seguita alla diffusione dell’acaro Varroa e dei virus connessi a questo parassita.
Sempre in Italia è stata lanciata nel 2020 la prima applicazione per smartphone che permette a tutte le persone, attraverso una tipica attività di Citizen science, di segnalare e di monitorare le colonie di ape mellifera che vivono libere. L’App BeeWild, ideata e prodotta dalla Fondazione Edmund Mach e gestita in collaborazione con World Biodiversity Association onlus, dal 2020 ad oggi, ha permesso di censire oltre 1300 colonie in tutta Italia ma anche con alcune segnalazioni in altri paesi europei.
L’Italia è stata inoltre promotrice di un importante documento collegiale per la tutela delle colonie selvagge di ape mellifera, ovvero la “Dichiarazione di Pantelleria”, redatta in inglese e sottoscritta da un gruppo di studiosi provenienti da diversi paesi anche non europei il 20 maggio 2022. Anche in questo documento, che ha visto la luce durante il convegno internazionale Apis silvatica, organizzato dal Parco Nazionale Isola di Pantelleria in collaborazione con l’Università di Palermo e la Fondazione Edmund Mach, World Biodiversity Association, è stata tra i protagonisti.
Da alcuni anni poi WBA ha proposto il Progetto Domus Mellifera, cioè l’utilizzo di nidi artificiali per api mellifera al fine di aumentare in numero delle colonie selvagge, collegando questa attività anche all’app BeeWild. WBA collabora inoltre con un’altra importante realtà italiana impegnata nello studio delle colonie selvagge di ape mellifera, l’associazione Resilient Bee Project.
La WBA esprime grande soddisfazione per questo importante riconoscimento. Non certo per la condizione critica delle colonie selvatiche di api mellifere nell’Unione Europea, ma perché la nuova classificazione nella Lista Rossa IUCN sancisce con chiarezza — e su solide basi scientifiche — un principio fondamentale: l’ape mellifera è una specie autoctona del patrimonio europeo, la cui tutela è oggi più che mai necessaria.
Le popolazioni selvatiche, infatti, risultano fortemente ridotte rispetto al passato. La WBA è orgogliosa di aver contribuito a questo risultato, che rappresenta un passo decisivo verso la loro salvaguardia.


