Progetto Quercon: il bosco che rinasce

Progetto Quercon: il bosco che rinasce

Nel cuore della pedemontana trevigiana nasce il Progetto Quercon, un’iniziativa ambiziosa che mira a riportare in vita i querceti storici del Bosco del Fagarè. Promosso dal Comune di Cornuda e cofinanziato dal piano PAC 2023–2027, il progetto rappresenta un modello innovativo di gestione partecipata e sostenibile delle foreste.

Il Bosco del Fagarè, con i suoi 150 ettari di estensione rappresenta uno dei pochi boschi di pianura in grado di ospitare svariate specie arboree e faunistiche, tanto da essere riconosciuto sito di importanza comunitaria e rete natura 2000, zona speciale di conservazione e area erpetologica di interesse nazionale. Il progetto, promosso dal Comune di Cornuda, punta a invertire la tendenza al degrado e alla semplificazione di quest’area.

Cuore del progetto sarà dunque l’applicazione operativa di tecniche selvicolturali innovative che interesseranno una superficie complessiva di circa 10 ettari all’interno del bosco. Le azioni previste comprendono diradamenti selettivi, piantumazioni mirate, tutela della rinnovazione naturale e valorizzazione degli esemplari più adatti alla disseminazione. Tutte le attività saranno poi accompagnate da campagne di monitoraggio della biodiversità, con particolare attenzione alla pedofauna.

Ma Quercon non è solo un progetto tecnico. Grande attenzione sarà infatti dedicata al coinvolgimento della comunità locale attraverso attività didattiche, divulgative e ricreative rivolte a scuole, associazioni, utenti occasionali del bosco e cittadini. Il progetto prevede l’adozione di approcci partecipativi e di corresponsabilizzazione con percorsi di “citizen science”, “bioblitz” e iniziative come “adotta un albero” e laboratori peer to peer che trasformeranno gli studenti in “guide del bosco”.

Le azioni previste mirano quindi ad obiettivi concreti: arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare la composizione e la struttura del bosco, rafforzare la sua resilienza agli stress ambientali e contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico.

A coordinare il progetto, sono presenti varie figure, a partire da quella di Roberto Rasera, dottore forestale che seguirà direttamente le operazioni. Con lui anche alcuni esperti del gruppo di lavoro del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.

A occuparsi degli interventi selvicolturali sarà invece l’impresa Rizzotto Stiven Lavori Boschivi di Pederobba, mentre il Museo Civico di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna sarà il punto di riferimento per le attività didattiche e divulgative. Tra i partner figurano infine anche WBA Project Srl, il WWF Terre del Piave TV-BL e il Circolo Legambiente Piavenire APS.

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