11 Lug Bioacustica e biodiversità
Dall’8 al 12 luglio nell’ambito del Progetto TEOSS (Training for the European Orthoptera Sound System) si è svolto presso il Museo Civico di Storia Naturale di Verona un workshop internazionale dedicato alla bioacustica degli Ortotteri a cui hanno partecipato 25 studiosi provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei.
Il Progetto è finanziato dalla Commissione Europea, attraverso il Consorzio TETTRIs, che racchiude 17 partner scientifici e istituzionali, per stimolare la diffusione della tassonomia nelle politiche di conservazione della biodiversità in Europa. La gestione del Progetto della durata di due anni è affidata al Consorzio TEOSS costituito dall’Associazione di Educazione Ambientale “El Bosque Animado” (Spagna), dall’Università di Joannina (Grecia) e da WBA Project Srl (Verona).

In Europa sono note ad oggi 1082 specie di Ortotteri (cavallette e grilli). Penisola iberica, penisola balcanica e Italia sono le regioni considerate hotspot di biodiversità per gli Ortotteri. Tra gli insetti cavallette e grilli sono noti per l’uso di apparati stridulanti per la produzione di suoni utili nella comunicazione tra individui e come richiami nella riproduzione; in alcuni casi specie affini sono più facilmente identificate dai loro canti piuttosto che da caratteristiche morfologiche esterne.
Tuttavia, l’identificazione attraverso il riconoscimento dei suoni emessi è possibile solamente da parte di esperti in bioacustica, e assai poco diffusa tra gli ortotterologi tradizionali. Pertanto la diffusione della bioacustica come strumento di identificazione di nuove specie di Ortotteri in Europa viene incentivata dai programmi della Comunità Europea a sostegno della tassonomia.
Il corso è rivolto a tassonomi professionali e non, per fornire gli strumenti idonei al monitoraggio bioacustico degli habitat (prati, boschi, aree coltivate), la registrazione dei suoni emessi e l’identificazione delle specie attraverso i loro canti.
La bioacustica è un formidabile strumento per lo studio non invasivo della biodiversità, che può contribuire efficacemente ad avvicinare un pubblico più ampio allo studio e alla tutela della Natura. Svolgere azioni di conservazione senza la necessità di catturare individui è una conquista a cui solo recentemente molti studiosi, soprattutto entomologi, hanno accettato di avvicinarsi.
Attraverso la registrazione dei canti degli Ortotteri è possibile valutare la qualità di un particolare ambiente e di monitorarlo nel tempo per cogliere modifiche nella composizione della comunità dovute ad alterazioni delle condizioni originarie.
I lavori si sono svolti sia all’interno dei laboratori del Museo, ma in gran parte in campo, sia in ambiente urbano (Parco Adige Sud: boschetto, Pestrino e bosco del Giarol Grande), sia extraurbano: al Parco del Monte Tenda a Soave, al Parco Valpolicella a Fumane e in Alta Lessinia (San Giorgio – Conca dei Parpari).
Particolare interesse hanno rivestito le uscite presso il Parco del Monte Tenda e al Parco Valpolicella dove i partecipanti hanno potuto usufruire nel corso delle ricerche del recente allestimento dei Bio-Lab (Biodiversity Laboratory), aree attrezzate in bosco per attività didattiche e naturalistiche sul campo realizzate nell’ambito del Progetto Biodiversity Bridges, sostenuto da Cariverona.
Nel corso delle ricerche condotte sono emerse indicazioni molto interessanti sugli ambienti investigati, con l’identificazione di specie che non erano ancora state segnalate per il territorio veronese e che rappresentano elementi di notevole interesse dal punto di vista naturalistico e conservazionistico. I dati raccolti nel corso delle indagini naturalistiche saranno oggetto di una lavoro di prossima pubblicazione su una rivista scientifica.




