Coleotteri gioiello dell’Arcipelago Toscano

Coleotteri gioiello dell’Arcipelago Toscano

I Soci WBA Leonardo Forbicioni, Nicola Tormen e Enrico Ruzzier, assieme ad altri ricercatori e in collaborazione con National Biodiversity Future Center e Parco Nazionale Arcipelago Toscano (PNAT), hanno realizzato un interessante studio dal titolo: “The Buprestidae (Coleoptera, Buprestoidea) of the Tuscan Archipelago (Italy)”.
 
Lo studio è stato pubblicato sul Biodiversity Data Journal e rivela la sorprendente diversità dei “coleotteri gioiello” dell’Arcipelago Toscano, noti come Coleotteri Buprestidae, caratterizzati da colorazioni metalliche e cangianti belli come pietre preziose. La loro diversità è attribuita alla coevoluzione con la flora locale.
 
Questi insetti svolgono un ruolo cruciale come impollinatori e degradatori della sostanza organica vegetale, fungendo anche da indicatori della qualità ambientale.
 
I risultati evidenziano che l’Arcipelago Toscano ospita circa un quarto di tutte le specie conosciute del gruppo a livello nazionale, con 51 specie su poco più di 200, molte delle quali sono inserite nelle liste rosse di protezione nazionali ed europee (IUCN). Queste scoperte rafforzano ulteriormente l’importanza dell’Arcipelago come custode del patrimonio naturalistico nazionale: particolarmente significativa è la scoperta all’interno del Parco Nazionale di Eurythyrea quercus (Herbst, 1780), una specie a rischio di estinzione nota in Italia solo in poche località.


I dati, risultato di una scrupolosa revisione della letteratura e di una costante ricerca sul campo, supportati dalla partecipazione attiva della cittadinanza attraverso Citizen Science, sono ora accessibili al pubblico e a disposizione della comunità scientifica mondiale.

Questa ricerca ha ulteriormente confermato l’importanza dell’Arcipelago Toscano come hotspot di biodiversità mediterranea e, in particolare, come un ecosistema così ristretto e disperso possa ospitare quasi un quarto di tutti i Buprestidae italiani. Attualmente l’Elba è l’isola con la più alta ricchezza di specie, condizione influenzata dal maggiore sforzo di campionamento, ma anche dalla sua flora molto diversificata.

La sostanziale diversità delle specie rinvenute, il 60% delle quali incluse nella Lista Rossa dei coleotteri saproxilici italiani, valorizza ulteriormente l’Arcipelago Toscano come deposito nazionale di biodiversità e un importante nucleo per la conservazione di specie localizzate, rare o in declino.

La conservazione di questi taxa richiede ovviamente adeguati piani di gestione e conservazione, soprattutto per le aree private e quelle non comprese nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano; infatti, per le specie più a rischio, è fondamentale l’esistenza di elementi forestali chiave dove viene applicata una gestione sapiente. Inoltre, nonostante non siano presenti elementi strettamente endemici, la protezione della fauna locale da specie o popolazioni non autoctone è fondamentale per la preservazione del patrimonio specifico e genetico dell’Arcipelago.