“Mexico 2011”: specie nuove e … tacos!

19 dicembre 2011

Si è conclusa lo scorso 16 dicembre la spedizione “Mexico 2011” che ha impegnato i naturalisti di World Biodiversity Association onlus in un percorso di ricerca di oltre 3000 km tra gli Stati di Puebla, Veracruz, Tabasco, Chiapas, Oaxaca ed Estado de Mexico.
Lo scopo era quello di raccogliere campioni in ambienti diversi di cavallette, locuste e grilli per sottoporli ad analisi molecolari del DNA e far luce sull’origine di alcuni generi e tracciare una filogenesi preliminare degli ortotteri messicani, verificando alcuni fattori dell’evoluzione.
La spedizione è stata finanziata da WBA onlus e dall’Università della Florida Centrale (Orlando) e ha coinvolto due naturalisti di WBA onlus, Paolo Fontana (Fondazione Edmund Mach) e Paola Tirello (Università di Padova) e due studiosi dell’Università della Florida Centrale: Ricardo Marino-Perez e Derek Woller, coordinati dal Prof. Hojun Song.
Nel corso delle indagini sono stati raccolti oltre 2000 campioni di ortotteri di circa 100 specie diverse, dal livello del mare fino a oltre 2700 m di quota, in ambienti aridi, semiaridi, e nelle foreste tropicali più intricate. Le temperature diurne, sempre molto elevate, erano seguite da serate e notti fresche, se non fredde. Il successo della spedizione è stato notevole, sia per la quantità degli esemplari raccolti e conservati, che per la loro grande varietà, sia in numero di specie che di famiglie, rappresentanti quasi tutta la fauna di ortotteri del Messico.
Tra i risultati di maggior prestigio di “Mexico 2011” è da evidenziare la scoperta di tre nuove specie per la scienza (probabilmente appartenenti anche a due nuovi generi), che saranno presto studiate e descritte sia da un punto di vista morfologico che biomolecolare. Tra queste, molto interessante appare una grossa e coloratissima cavalletta raccolta a 2300 m di quota nello Stato di Oaxaca, esclusivamente su una specie di Labiata (probabilmente una Salvia) con fiori rosso fuoco. L’eccezionale vistosità della specie potrebbe far pensare ad una sua potenziale tossicità per i predatori, dovuta all’alimentazione forzata su una sola pianta ospite molto aromatica. Sono stati raccolti anche campioni della pianta ospite. “Mexico 2011” ha interessato anche alcuni famosi siti archeologici, all’interno dei quali sono state raccolte molte specie interessanti, ma anche villaggi sperduti e isolati, creando un rapporto intenso con gli abitanti locali. Infine, nel corso della spedizione i naturalisti hanno avuto modo di godere degli aspetti culinari delle cavallette, in particolare del piatto tipico dello Stato di Oaxaca, le Chapulines (cavallette, appunto), con le quali hanno farcito ricchi tacos messicani!