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Banca del germoplasma

28 dicembre 2017

Che cos’è la banca del germoplasma?

La biodiversità in agricoltura e la sua importanza sono due concetti che stanno prendendo piede anche tra gli agricoltori contemporanei. La nostra campagna, Portaci a Cuba, ci ha stimolato a parlare oltre che di biodiversità in agricoltura anche di agricoltura familiare. La famiglia era il cuore pulsante dell’economia agricola anche in Italia e negli ultimi anni molti giovani scelgono di ritornare alla terra per amarla come avevano fatto i loro bisnonni o nonni poche generazioni prima. Conservare i semi di tutte le specie vegetali viventi è quello che fa la banca del germoplasma.

Biodiversità come eredità

La biodiversità è la preziosa eredità che ci hanno lasciato i nostri nonni. Per conservarla in modo consapevole sono nate le banche del germoplasma. Che cosa sono queste banche e perché è giusto chiamarle proprio banche? Le banche del germoplasma sono dei luoghi dove vengono conservati i semi per preservare la biodiversità vegetale. I semi sono preziosi e hanno un valore immenso. Per capire quanto preziosi sono i semi prova a prendere un seme e distruggilo, brucialo, pestalo, schiaccialo, fai in modo che non possa fare più niente. Fatto? Quanto ci hai messo? Pochi secondi? Bene. Ora prova a ricrearlo.

Prova a ricrearlo!

La biodiversità è l’eredità che i nostri nonni e i nonni dei nostri nonni (i nostri trisavoli) ci hanno lasciato.

Nel 1992 fu sottoscritta la convenzione internazionale per la conservazione della diversità biologica CBD all’Earth Summit di Rio de Janeiro. In seguito venne ufficialmente adottata da molti paesi. L’Italia la ratificò nel 1994 con la Legge n. 124 del 14-2-1994. Nel 2002 per l’attuazione delle tematiche legate alla conservazione del mondo vegetale seguirono due importanti piani strategici:, ;
Global Strategy for Plant Conservation (Decisione VI/9), GSPC, piano a livello globale;
European Plant Conservation Strategy, EPCS, piano a livello continentale, che fu adottata dal Consiglio d’Europa, congiuntamente a Planta Europa (AA.VV., 2004).
Questi documenti strategici focalizzano 16 importanti obiettivi […].
Gli obiettivi riguardano la conoscenza e la documentazione della biodiversità vegetale, la sua conservazione e uso sostenibile, così come la promozione dell’educazione, della consapevolezza e della capacità di conservazione, nonché della condivisione e scambio delle conoscenze, anche mediante la creazione di reti internazionali.

Qui puoi trovare la guida in inglese della GSPC – Global Strategy for Plant Conservation

La guida in inglese dell’EPCS – European Plant Conservation Strategy

In particolare, la GSPC, all’obiettivo 8, raccomanda la conservazione ex situ del 60% delle specie a rischio e l’avvio di progetti di moltiplicazione e reintroduzione sul 10% di queste specie, entro il 2010. Per quanto riguarda l’Unione Europea le intenzioni sono ancora più ambiziose: l’EPCS, all’obiettivo 2.5, raccomanda di provvedere a conservare ex situ l’80% delle specie a rischio di scomparsa, sempre entro il 2010.
L’espressione conservazione ex situ indica la conservazione delle specie genetiche fuori dal loro sito naturale.

A livello italiano si è iniziato a rispondere agli obblighi derivanti dalla sottoscrizione della CBD, mediante la stesura di un Piano Nazionale per la conservazione della biodiversità, la cui redazione, tuttavia, non è andata oltre alle prime fasi di definizione, con l’emanazione delle “Linee strategiche e programma preliminare per l’attuazione della Convenzione della Biodiversità in
Italia” (Delibera CIPE del 16/04/1994). link

Altre iniziative sono comunque state promosse per la conservazione di specie ed habitat, a livello nazionale; oltre al mantenimento di una significativa rete nazionale e locale di aree protette, già da tempo realizzate, corrispondenti circa al 10% del territorio nazionale (L. n. 394/1991): in attuazione della Direttiva “Habitat” 92/43/CEE sono stati individuati i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), nell’ambito della rete europea Natura 2000; inoltre sono stati individuati o sono in via di individuazione diversi Centri nazionali per la conservazione della biodiversità forestale.

Ecco alcune tracce che puoi seguire in rete:

Emilia-Romagna 
Liguria
Basilicata
Veneto
Ministero dell’Ambiente

Molto resta ancora da realizzare per giungere all’effettiva conservazione in situ ed ex situ della flora spontanea italiana nel suo complesso, che permane largamente minacciata (CONTI et al., 1992; 1997; WALTER, GILLET, 1998; SCOPPOLA et al., 2003; APAT, 2003; SCOPPOLA, CAPORALI , 2005). Riguardo alla conservazione ex situ, oggetto dell’art. 9 della CBD, nel 2001 il II° rapporto nazionale sull’attuazione della convenzione stessa (MATT, 2001) riportava che la tutela della flora spontanea è condotta autonomamente da alcuni Orti botanici, con specifico riferimento alla conservazione di singole specie quali, ad esempio, Zelkova sicula e Abies nebrodensis in Sicilia oppure Marsilea quadrifolia in Emilia-Romagna. Questa attività degli Orti botanici è in sintonia con quanto riportato nel “Piano d’azione per i Giardini botanici dell’Unione Europea” che, all’obiettivo C2, dá indicazione di sviluppare e gestire adeguatamente le collezioni ex situ, per consentirne l’utilizzo ai fini della conservazione (BGCI, associazione internazionale Botanic Gardens Conservation International).

Per leggere i report aggiornati della CBD – Conservation Biological Diversity.

Per raggiungere gli obiettivi di conservazione ex situ delle piante minacciate, tuttavia, da più parti viene suggerito di creare reti di coordinamento regionali, nazionali e internazionali, per scambiare conoscenze e tecnologie, sviluppare sinergicamente azioni su priorità fissate di comune accordo, per evitare sprechi o duplicazioni (GSPC, obiettivo 16).

In quest’ottica, in Europa, sono sorte strutture nazionali di coordinamento (reti): in Spagna si è costituita l’associazione REDBAG (RED de BAncos de Germoplasma), che coordina la conservazione ex situ degli Orti botanici; in Francia opera la rete governativa dei Conservatoires botaniques  (Fédération des Conservatoires botaniques nationaux).

Per conoscere nel dettaglio i progetti

GENMEDOC (Création d’un réseau de centres de conservation du matériel génétique de la flore des régions méditerranéennes de l’espace MEDOCC, FESR-Interreg III B, 2003-03-4.1-E-060)
SEMCLIMED (SEMence, CLImat et MEDitérannée)
ENSCONET (the European Native Seed CONservation NETwork, VI Progr. Quadro UE, RICA-CT-2004-506109,)

e per conoscere la bibliografia relativa all’argomento visita

il sito de La Rete RIBES – Rete Italiana Banche del Germoplasma dal quale questo post ha tratto ispirazione.

Molti scienziati del pianeta si stanno muovendo per salvare la biodiversità e migliorare le condizioni di vita dell’umanità in armonia con gli altri esseri viventi. La banca del germoplasma è una delle tante azioni volte a preservare questa immensa eredità, la biodiversità. Grazie all’incontro con Bioversity International anche noi vogliamo fare la nostra parte, non solo in Italia, ed ecco che nasce il progetto Cuba 2018 e la campagna Portaci a Cuba. Un progetto che porterà a sviluppare l’agricoltura familiare in luoghi dove la monocultura ha impoverito le tavole ed il sapere antico dei contadini. Se anche tu vuoi farne parte puoi aiutarci attraverso questi canali:

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a mezzo bollettino postale sul Conto Corrente Postale n. 60188349
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Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.
(San Bernardo)

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Se vuoi conoscere meglio il progetto Cuba 2018:

  1. Portaci a Cuba
  2. Biodiversità – Come nasce il progetto Cuba 2018
  3. Bioversity International
  4. Banca del germoplasma