21 specie nuove del genere Baldorhynchus scoperte sulle Prealpi!

30 gennaio 2016

Le ricerche naturalistiche di WBA non si limitano agli hot-spots di biodiversità del mondo (nel 2015 nostri soci sono stati in Grecia e in Bolivia), ma sono rivolte anche allo studio della flora e della fauna italiana. Lo scorso 27 gennaio i nostri soci Cesare Bellò, Giuseppe Osella e Cosimo Baviera (quest’ultimo ricercatore del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Messina), hanno pubblicato sulla rivista ZOOTAXA (4070 (1): 001-101; 2016) l’articolo “A taxonomic revision of the genus Baldorhynchus (Di Marco & Osella, 2002) stat. n. (Coleoptera, Curculionidae, Entiminae)”. Si tratta di un lavoro molto importante che descrive ben 21 specie nuove del genere Baldorhynchus che, nel lavoro in parola è stato elevato da sottogenere di Otiorhynchus a nuovo genere. Gli insetti del genere Baldorhynchus sono Coleotteri Curculionidi ciechi, viventi nel sottosuolo, distribuiti prevalentemente nei rilievi prealpini calcarei compresi tra la Lombardia (Val Seriana), il Trentino Meridionale e il Veneto (Fiume Brenta). Il nome del genere deriva dal Monte Baldo, splendida montagna che sovrasta la riva orientale del Lago di Garda.
Nel corso delle ricerche sono state visitate circa 300 grotte, in 88 delle quali sono stati rinvenuti esemplari (o resti) di Baldorhynchus. Gli esemplari sono stati raccolti, oltre che in grotta, anche in vecchie miniere, sotto pietre profondamente interrate oppure vagliando suolo e lettiera di foreste di faggio. Gli esemplari provenienti dalla Lessinia sono stati catturati utilizzando speciali trappole posizionate nel suolo profondo (MSS) messe a punto dai naturalisti di WBA (vedi “The subterranean environment” di P.M. Giachino e D. Vailati, 2010). Infine, gli esemplari provenienti dall’area del Monte Grappa sono stati raccolti nelle cavità artificiali della Grande Guerra.
Oltre alla descrizione delle nuove specie il lavoro comprende la revisione delle specie precedentemente note con la elevazione da sottospecie a specie di numerose entità, portando, oggi, a 37 il numero totale delle specie attribuite al genere Baldorhynchus. Il lavoro comprende anche le chiavi per il riconoscimento delle specie, una checklist completa, diagnosi, mappe di distribuzione ed informazioni sull’ecologia delle singole specie.
WBA, che da anni sostiene le ricerche naturalistiche nel bacino del Mediterraneo con uno specifico progetto di ricerca (Research Missions in the Mediterranean Basin), che ha già portato alla scoperta di centinaia di nuove specie per la Scienza, esprime le più vive congratulazioni agli autori del nuovo lavoro e ai naturalisti protagonisti delle nuove scoperte, in un’area, quella prealpina, considerata tra le più ricche di biodiversità dell’intero continente europeo.
Gli interessati possono chiedere copia .pdf del lavoro direttamente al socio fondatore Cesare Bellò, al seguente indirizzo: cesarebello@ortoveneto.it