“Api per la Biodiversità”: nuovo progetto WBA

19 gennaio 2015

Il 18 gennaio 2015 è stato presentato a Pergine Valsugana (TN) nella sede della Fondazione Edmund Mach il nuovo progetto di WBA onlus “Api per la Biodiversità” (Bees for Biodiversity) ad un folto gruppo di apicoltori provenienti da varie parti d’Italia. Nel 2014 l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) ha stabilito che Apis mellifera è una specie gravemente minacciata di estinzione a causa di molteplici fattori: impoverimento genetico, azione di vari parassiti (in primis l’acaro Varroa destructor), perdita di habitat e uso eccessivo di agrofarmaci. E’ inoltre molto sottovalutato il ruolo fondamentale dell’ape mellifera per il mantenimento degli equilibri naturali. Scopo principale del progetto “Api per la Biodiversità” è quello di diffondere capillarmente l’allevamento delle api attraverso la divulgazione di una tipologia di “apicoltura naturale” basata su un modello di arnia con un basso impiego di tecnologia e attrezzature (Kenya Top Bar) ma con una elevata efficienza sul controllo di malattie e parassiti con tecniche biologiche. Questa “microapicoltura”, o apicoltura domestica, detta backyard beekeeping nei paesi anglosassoni, non deve essere alternativa o concorrenziale all’attività degli apicoltori tradizionali, ma deve perseguire il mantenimento e la diffusione dell’ape mellifera e della sua azione di volano nella conservazione della biodiversità nel territorio. Questa rete di piccolissimi apiari dovrebbe inoltre contribuire a rinsanguare il patrimonio genetico in Apis mellifera e a diffondere la conoscenza circa le problematiche che in questi anni le api subiscono, fornendo un valido sostegno anche al mondo dell’apicoltura produttiva. Nel corso dell’incontro il Presidente di WBA onlus, Paolo Fontana, entomologo ricercatore presso la Fondazione Edmund Mach, ha illustrato il progetto e discusso sulle modalità di realizzazione dello stesso. Tra le iniziative proposte figura la pubblicazione da parte di WBA, in lingua italiana, del volume “The thinking beekeeper: a guide to natural beekeeping in top bar hives” di Christy Hemenway.
Alla giornata hanno partecipato Marco e Lorenzo Valentini di Bioapi (Sansepolcro, Arezzo), una affermata azienda biologica operante nel campo dell’apicoltura, molto impegnata i attività di formazione. La loro esperienza diretta e la lunga ricerca svolta nel campo dell’apicoltura con arnie Top Bar e altre arnie “naturali” ha dato spessore e sostanza al dibattito.
Si è quindi costituito un primo gruppo di apicoltori disposti a fare una esperienza coordinata di apicoltura con arnie Top Bar ed è stato designato un team per la definizione del progetto condiviso per l’arnia che sarà utilizzata dalla primavera 2015. Compito del team tecnico non sarà solo quello di ideare un prototipo, ma di realizzarlo, al fine di rendere minimi i costi di un’eventuale produzione di arnie Top Bar anche da parte di falegnamerie specializzate.
Oltre a WBA onlus e alla Fondazione Edmund Mach si prevede di coinvolgere a vario titolo nel Progetto altre istituzioni che operano nel settore dell’agricoltura e della tutela dell’ambiente, Associazioni di apicoltori e aziende operanti a vario titolo nel settore apistico. Per informazioni sul progetto scrivere a info@biodiversityassociation.org oppure paolo_api.fontana@fmach.it