Un nuovo marchio WBA per i prodotti senza olio di palma!

07 novembre 2013

Non tutti sono al corrente dei danni che le nostre abitudini quotidiane arrecano alla biodiversità del pianeta. Ognuno di noi, infatti, con le proprie scelte alimentari può rendersi complice della distruzione delle foreste tropicali e dell’estinzione di migliaia di specie!
Guarda la clip: “Ogni volta che… Olio di palma? No grazie!”
Le foreste tropicali vengono distrutte ad un ritmo impressionante: circa 100.000 kmq ogni anno, un’area equivalente all’estensione del Portogallo! Un contributo determinante alla distruzione negli ultimi decenni è stato dato dall’industria dell’olio di palma. In numerosi paesi tropicali (Indonesia, Malesia, Papua Nuova Guinea, Ecuador, Brasile, Messico, ecc.) il business dell’olio di palma ha determinato la distruzione di grandi estensioni di foresta, con gravissime perdite in termini di biodiversità. Nel corso di recenti spedizioni in aree tropicali, i naturalisti di WBA hanno potuto constatare direttamente la sistematica eliminazione di enormi superfici di foresta per far posto a piantagioni di palma da olio!
L’olio di palma, però, non arreca danni solamente all’ambiente, ma anche alla nostra salute! Si tratta, infatti, di un pessimo olio vegetale, con elevato contenuto di grassi saturi, deleteri per la nostra salute. E’ un olio che in passato è stato utilizzato per indurre l’aterosclerosi nelle cavie da laboratorio e, oggi, è usato, oltre che negli alimenti, nei biocombustibili per autotrazione.
A causa del basso costo sul mercato, le industrie alimentari ne fanno largo uso, pur sapendo che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto che il consumo di olio di palma espone al rischio di malattie cardiovascolari e obesità, a causa dell’alto contenuto in esso di grassi saturi. Numerosissime aziende, in tutto il mondo, Italia compresa, utilizzano l’olio di palma nei loro prodotti, spesso non dichiarandolo negli ingredienti, o meglio riportando in etichetta indicazioni generiche quali: “olio vegetale”, “grassi vegetali”, “olio vegetale non idrogenato”.
La crescente sensibilità dei consumatori verso il problema ha recentemente indotto le multinazionali alimentari ad escogitare un escamotage per evitare il problema: certificare l’olio di palma!
L’olio di palma “certificato” deriva da paesi dichiarati in modo generico rispettosi delle Convenzioni internazionali applicabili in materia di diritti umani e di salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. Peccato che tali paesi (Malesia, Papua Nuova Guinea, Brasile, ecc.) abbiano subito nell’ultimo decennio gravissime perdite di biodiversità, dovute proprio alla distruzione delle loro foreste tropicali.
In occasione della Fiera GUSTO – Biennale dei sapori e dei territori 2013 – tenutasi a Venezia a fine ottobre, WBA ha presentato, nel corso del Convegno dal titolo “Cibo: sostenibilità e salute umana” il primo marchio italiano registrato “PALM OIL FREE”. All’incontro sono intervenuti il prof. Roberto Stevanato, Direttore del Master in Cultura del Cibo e del Vino di Ca’ Foscari, il prof. Giorgio Conti e il prof. Guido Perin, degli Archivi della Sostenibilità di Cà Foscari e Gianfranco Caoduro, presidente di WBA onlus.  WBA, impegnata dal 2012 in una campagna di sensibilizzazione dei consumatori sui temi della sostenibilità propone il nuovo marchio PALM OIL FREE a tutte le aziende responsabili che non utilizzano l’olio di palma nei loro prodotti. L’uso del marchio è gratuito e sarà concesso da WBA a tutte le aziende che ne faranno richiesta. Una donazione libera sarà gradita per sostenere le attività di studio e conservazione della biodiversità portate avanti dalla nostra Associazione dal 2004 ad oggi.
Per informazioni: info@biodiversityassociation.org  tel. 340 9165855