RIO+20, FORESTE-2.000.000: dal 20 al 22 giugno in scena a Rio l’ennesimo summit-farsa!

14 giugno 2012

rio202-240x300È’ da 40 anni che andiamo avanti a slogan, summit, celebrazioni e “liste di buoni propositi”. Sarebbe ora di finirla e cambiare veramente! Dalla Conferenza ONU di Stoccolma del 1972 che ipotizzò un futuro del pianeta basato sullo “sviluppo sostenibile” di progressi non se ne sono visti, anzi!
La crisi ambientale ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. Al Summit di Rio del 1992 i grandi della terra avevano predisposto piani per contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, ma 10 anni dopo, al vertice mondiale di  Joannesburg del 2002, la consapevolezza di aver fallito gli obiettivi e di aver prodotto ulteriori danni  agli ecosistemi del pianeta indusse i Capi di Stato di tutto il Mondo a lanciare il conto alla rovescia per “arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010”. L’appello non sortì alcun effetto. Nel mondo della politica e dell’economia non c’è stata la volontà di trovare risposte adeguate; al contrario, le estinzioni e le specie minacciate sono aumentate, soprattutto in conseguenza della distruzione delle foreste tropicali. Il 2010, dichiarato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale della Biodiversità” e il 2011 dichiarato “Anno Internazionale delle Foreste” hanno sancito il fallimento totale dell’operazione: abbiamo assistito impotenti alla distruzione annuale di 100.000 kmq di foresta tropicale e alla conseguente estinzione di almeno 30.000 specie, la maggior parte delle quali non ancora descritte dai naturalisti!
Negli ultimi 20 anni, proprio dal 1992, si stima che il pianeta abbia perduto circa 2 milioni di kmq di foresta tropicale e più di mezzo milione di specie!
Non riusciamo a capire come, malgrado i ripetuti fallimenti, la politica dei proclami possa ancora imperversare radunando a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno ben 50.000 delegati (!) per “discutere” di temi che sono dibattuti internazionalmente ormai da 40 anni. Comunque sembra che le eventuali proposte non saranno inserite in trattati vincolanti ma costituiranno “accordi di principio” per avviare processi verso la sostenibilità…
Abbiamo già perso 40 anni senza ottenere nessun risultato apprezzabile nel campo della conservazione delle risorse naturali e ci ostiniamo a seguire la strada dei proclami e delle celebrazioni. Secondo fonti autorevoli “… sarà un’occasione per riflettere sullo sviluppo sostenibile”. Ma non si capisce come lo stesso Summit potrà essere “sostenibile” dato che radunerà decine di migliaia di persone da tutto il mondo semplicemente per “riflettere” su questioni per le quali le risposte ci appaiono ormai scontate!
Siamo veramente stanchi di promesse e di parole vuote! Vogliamo fatti, azioni concrete e, soprattutto, una governance che sappia guidare il mondo verso una prospettiva di sostenibilità, contro le imperanti logiche economocentriche basate sulla distruzione degli ecosistemi e sulla crescita a tutti i costi!